Storia e monumenti di Rimini

La storia di Rimini ha avuto inizio proprio dalla spiaggia. Infatti, i Romani fondarono la città di Ariminum sulla costa, per segnare il punto di arrivo della via Flaminia, che univa Rimini con Roma, e di partenza della via Emilia, che arrivava fino a Piacenza. Da lì in poi, Rimini è sempre stata un luogo di passaggio e di incontro, delineando già dall'antichità quella vocazione all'ospitalità, che anche oggi la caratterizzano.

Ariminum e la signoria dei Malatesta
 Di questo periodo troviamo diverse tracce in città: l'Arco d'Augusto, il Ponte di Tiberio, l'Anfiteatro e la Domus del Chirurgo, recentemente aperta al pubblico. Il centro storico di Rimini conserva ancora oggi quella struttura a reticolo tipica delle colonie romane, con i cardini e i decumani che si incrociano proprio in corrispondenza dell'attuale Piazza Tre Martiri, anticamente il foro della città, cuore della vita pubblica.
Un imponente circuito murario proteggeva Ariminum, interrompendosi solo presso l'Arco d'Augusto, il più antico tra gli archi romani superstiti e porta della città, costruito nel 27 a.C. in onore di Ottaviano. Partendo dall'Arco, attraversando tutto il centro storico, si arriva fino ad un'altra prova del passaggio della civiltà romana, il Ponte di Tiberio, che permette di attraversare il fiume Marecchia. Il ponte è lungo 70 metri, sorretto da cinque arcate. Durante i secoli ha rischiato più volte di essere distrutto, ma nonostante tutto, ancora oggi è in grado di sostenere l'intenso traffico della città di Rimini. Successivamente, invece, durante il II secolo viene costruito l'Anfiteatro per volere dell'imperatore Adriano. Qui venivano praticati i gioci gladiatori, i combattimenti con gli animali e le esecuzioni che attiravano un vasto pubblico anche dalle altre regioni dell'impero. Tutti questi monumenti rappresentano una testimonianza importante della vita pubblica, ma a Rimini si possono trovare anche segni visibili di come i singoli cittadini conducevano la propria esistenza nell'antica Ariminum. 
La Domus del Chirurgo, aperta al pubblico nel 2007, in questo senso, è una delle testimonianze più importanti d'Italia, seconda solo agli scavi di Pompei.Il museo a cielo aperto è protetto da una struttura architettonica che ha l'obiettivo di proteggere i mosaici e i resti archeologici, consentendo una vista panoramica. La domus, appartenente all'età imperiale, ospitava al suo interno uno studio medico. Per questo motivo, tra i reperti più importanti che sono stati rinvenuti troviamo oltre 150 strumenti medici in bronzo, tra pinze, bisturi, sonde e trapani manuali. La "taberna medica", così come veniva chiamata, viene distrutta attorno al III secolo, a causa di un incendio, probabilmente legato alle prime incursioni dei barbari a Rimini.
 
Ma Rimini non porta solo le tracce dell'epoca romana. Sono tantissimi i luoghi, sulla Costa Adriatica che portano ancora un evidente passaggio della Signoria dei Malatesta, che soprattutto a Rimini, luogo di confine con il territorio dei nemici Montefeltro, signori del Ducato di Urbino, hanno costruito castelli e roccaforti.
L'antica signoria, oggi è suddivisa in 15 comuni, tra Rimini e il suo entroterra.
Continuando questo viaggio nella storia, pur rimanendo all'interno del centro storico, si trovano due maestose opere risalenti a questo periodo: il tempio Malatestiano e il Castel Sigismondo. Il tempio Malatestiano, o Duomo, si distingue per la candida facciata in marmo bianco realizzata da Leon Battista Alberti e per un'architettura che richiama alla mente le strutture tipiche dell'antica Grecia. Quando fu costruito, per volere di Sigismondo Pandolfo Malatesta, doveva celebrare la grandezza della signoria malatestiana e contenere le sue spoglie e quelle dell'amata moglie Isotta, una volta defunti.
Il tempio è decorato internamente da Agostino di Duccio e Piero della Francesca, che si occupò degli affreschi. Inoltre all'interno si può ammirare, tra le varie opere d'arte, anche un crocifisso ad opera di Giotto. 
Castel Sigismondo, che attualmente ospita mostre ed esposizione, all'origine era la dimora del signore di Rimini, Pandolfo.
Dell'antica fortezza oggi rimane solo il nucleo centrale. Iniziato nel 1437 e terminato nel 1446. Alla fine del '400, con la caduta dei Malatesta, anche Castel Sigismondo perse la sua funzione di abitazione e residenza, venendo utilizzato solo per scopi militari.

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