Arte e storia

Città d'arte, storia, cultura e monumenti della regione Sicilia
La Sicilia, durante tutti i suoi millenni di storia ha visto passare popolazioni e civiltà che hanno esteso il loro dominio su queste terre.
Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli e Francesi. L'epoca delle pòlis, e della Magna Grecia nell'Italia Meridionale, iniziò con la fondazione di Naxos, di Siracusa, e poi via via di seguito Messina, Catania e Agrigento. A Naxos, in provincia di Messina si trova uno dei più importanti siti archeologici della regione. La storia di questa città durò poco però, solo 300 anni, per essere poi distrutta dal tiranno di Siracusa, che la fece radere al suolo e rese schiavi i suoi abitanti, dopo che questi si allearono ad Atene nella lotta contro la città siciliana.
Anche a Siracusa si possono osservare molte testimonianze, come la fonte Aretusa o i templi, come quello di Zeus o quello di Apollo, situato ad Ortigia. Inoltre qui si trovano anche molte tracce dell'epoca romana, come il Ginnasio o le catacombe.  Degno di nota è l'anfiteatro, uno dei più grandi d'Italia, usato per gli spettacoli circensi, ma anche per le battaglie navali. Anche a Catania si possono visitare alcuni reperti che risalgono all'epoca imperiale, alcuni rimasti più o meno intatti fino ai nostri giorni, al contrario di quelli ellenici, andati perduti a causa di eventi naturali come terremoti ed eruzioni vulcaniche. Interessanti sono l'Anfiteatro e il Teatro Romano, l'Odeon, e soprattutto le terme.
Sicuramente la zona più interessante per osservare gli edifici delle antiche polis greche è la Valle dei Templi, in provincia di Agrigento, che l'Unesco ha dichiarato uno dei luoghi Patrimonio dell'Umanità. Infatti sopra una dolce collina si possono osservare i Templi di Hera Lacinia, dedicato alla dea Giunone, all'interno del quale venivano celebrate le nozze, quello della Concordia, il miglior conservato, di Costore e Polluce, chiamato anche dei Dioscuri, quello di Ercacle o di Ercole, di Zeus Olimpico, Giove, fatto costruire per celebrare la vittoria sui Cartaginesi, e di vulcano, quello che ha subito di più i danneggiamenti del tempo. Fuori dalle mura si trova invece il Tempio di Esculapio, che anticamente era luogo di pellegrinaggio per i malati, in cerca di guarigione. Inoltre ad Agrigento si può visitare il Museo Nazione, con reperti ellenici ritrovati nella Valle dei Templi. Altro importante sito archeologico greco in Sicilia è quello di Morgantina, vicino ad Enna.
Sempre ad Enna si trova un altro importante edificio, questa volta risalente al periodo imperiale romano: la Villa del Casale, interessante soprattutto per i mosaici. Successivamente la regione passò sotto il dominio dei Cartaginesi, ai quali si deve la fondazione di Palermo.

Al contrario di altre regioni, la Sicilia non subì mai la dominazione longobarda, che non possedendo una flotta navale, non riuscì mai ad arrivare sull'isola. Particolare questo, che non fermò mai le invasioni musulmane e berbere, che iniziarono già nel VII secolo.
La città siciliana di Caltagirone, infatti, mostra ancora segni evidenti di queste incursioni. Proprio il nome, che significa "rocca delle grotte" sembra fare riferimento alle abitazioni scavate nella roccia che servivano a proteggersi durante gli attacchi. Caltagirone è inoltre famosa per la sua produzione di ceramiche, realizzate con tecniche imparate proprio dagli arabi. Successivamente furono i Normanni a conquistare questi territori, sottraendoli alle popolazioni Musulmane, prima ancora di stabilirsi nel resto dell'Italia. A Palermo, il capoluogo di regione, si trovano numerosi edifici risalenti a questo periodo storico: palazzo dei Normanni, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e la Chiesa della Martorana, esempio dell'arte bizantina. Costruita dai Normanni anche la Chiesa dello Spirito Santo, all'interno del Cimitero di Sant'Orsola.
Poi fu il momento degli Angioini e degli Aragonesi. Successsivamente furono gli Spagnoli ad avere il controllo sull'italia meridionale, dando vita al Regno delle Due Sicilie, che comprendeva il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia. Infine, per gli appassionati d'arte, come non citare quello che viene comunemente chiamato "Barocco Siciliano"?
In seguito al terremoto che distrusse la Val Di Noto, tra le città di Ragusa, Siracusa, Catania e Caltanissetta, nel 1663, molti edifici furono ricostruiti, adottando uno stile definito "barocco siciliano", riconoscibile per le sue linee curve e per i motivi decorativi con maschere e putti, particolarmente sfarzoso e appariscenti.

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